E’ stata confermata la pericolosità del fumo passivo che nel caso dei bambini sconfina in una vera e propria violenza nei loro confronti.
Nel corso degli ultimi anni il fumo ambientale o passivo è stato oggetto di considerevole attenzione, sia a livello di ricerca scientifica, sia da parte dell’opinione pubblica generale.

Oltre al tumore del polmone, diverse patologie sono state associate al fumo passivo, tra cui malattie respiratorie croniche, cardiovascolari, ridotto sviluppo polmonare e persino tumori cerebrali nei bambini.

Un problema generale oggetto di critiche per gli studi pubblicati fino allo scorso anno era la validità delle misure di esposizione. Quest’ultima, infatti, veniva misurata soltanto in base a questionari e quindi a ciò che i singoli soggetti riferivano sulla presenza di fumo ambientale nei loro diversi ambienti di vita.

Recentemente sono invece comparsi anche degli studi che fanno diretto riferimento a delle misure biologiche, e quindi molto meno soggette a critiche, di esposizione al fumo ambientale.
Uno studio americano ha dimostrato una relazione tra l’esposizione al fumo passivo e la presenza di cancerogeni contenuti nel tabacco addotti (ossia legati) all’emoglobina nei globuli rossi.
Un altro studio, anch’esso condotto in Nord America e pubblicato sull’autorevole “New England Journal of Medicine”, ha studiato l’associazione tra l’esposizione al fumo ambientale e l’acutizzazione di episodi di asma nei bambini non solo mediante i dati raccolti da un questionario, ma anche attraverso la misurazione della cotinina (un metabolita specifico della nicotina) nelle urine.

Il rischio relativo della riacutizzazione di asma, nella categoria più elevata di esposizione al fumo passivo, era aumentato dell’80% in base alle informazioni ottenute dal questionario e del 70% in base alla misurazione biologica. Inoltre, lo sviluppo e quindi la funzionalità polmonare diminuivano significativamente con l’aumentare dell’esposizione al fumo passivo in base a entrambi i metodi di misurazione, e la corrispondenza tra misurazione biologica e dati da questionari era superiore al 75%.

I risultati di questo studio sono molto importanti in quanto tali, poiché provano e quantificano l’associazione tra due gravi patologie polmonari nei bambini (asma bronchiale e ridotta funzionalità polmonare) e fumo dei genitori.

Questi risultati hanno implicazioni non soltanto mediche ma anche sociali, poiché i bambini sono totalmente indifesi rispetto ai danni causati dal fumo dei loro genitori.

L’unico possibile strumento di difesa e prevenzione è indubbiamente l’informazione e la presa di coscienza da parte dei genitori dei potenziali danni causati da un comportamento irresponsabile e incontrollabile e che, per molti aspetti, sconfina nella vera e propria violenza contro i propri bambini.
C

iò dimostra come sia del tutto inadeguata la semplice “cortesia tra fumatori e non fumatori” così spesso richiamata dai produttori di sigarette come valido strumento per affrontare il problema del fumo passivo.
E’ chiaro a tutti noi come, in assenza di una legislazione precisa, sia spesso difficile, se non impossibile, anche per il non fumatore adulto far rispettare il proprio elementare diritto a respirare in un ambiente privo di fumo, ma è ancor più chiaro come questa tanto spesso invocata “cortesia” trovi del tutto indifesi i bambini, che sono peraltro colpiti in misura particolarmente grave dal fumo passivo.

Vi è infine una non meno importante implicazione scientifica di questi dati nel fornire ulteriore validazione e supporto alle precedenti stime epidemiologiche dei danni del fumo passivo.
Recentemente, ad esempio, l'”Environmental Protection Agency” (EPA) del Governo degli Stati Uniti ha rivisto l’insieme dei dati scientifici giungendo a definire che il fumo ambientale è un cancerogeno per il polmone negli uomini.
Ogni anno negli Stati Uniti oltre 430.000 morti vengono causate dal tabacco e circa 112.000 sono dovute al cancro al polmone.
Di esse, l’EPA è giunta a stimare che 2.000 (1.500 in donne e 500 in uomini non fumatori) sono attribuibili al fumo passivo.

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