Alzheimer: il ginkgo biloba e l’orientamento alla realtà sono due forme di intervento non farmacologico in grado di apportare benefici significativi

La malattia di Alzheimer è una grave forma di demenza a decorso spesso lento ma irreversibile. Contrariamente a quanto si pensi, la sua diagnosi è tutt’altro che immediata e solitamente avviene per esclusione, dopo aver accertato la sostanziale mancanza delle cause che possono essere alla base delle forme di demenza più comuni.

Poco si conosce sulle cause che portano alla malattia di Alzheimer. Oggi l’attenzione è focalizzata sulla presenza e sulla natura dei depositi di una particolare proteina (placche di beta-amiloide) che si osservano nel sistema nervoso centrale dei pazienti affetti da questa patologia neurodegenerativa.

Benchè la ricerca biomedica in questo campo sia molto attiva, la malattia di Alzheimer rimane, a tutt’oggi, incurabile. Va aggiunto che, dato il progressivo invecchiamento delle popolazioni dei paesi occidentali, unitamente all’allungamento dell’aspettativa di vita, questa malattia neurologica è inesorabilmente destinata a colpire un numero di persone sempre più crescente nei prossimi anni a venire.

I trattamenti farmacologici in uso sono finalizzati a un generale miglioramento della qualità della vita, avendo come obbiettivo principale il miglioramento, nei limiti del possibile, della memoria, dell’attenzione, della concentrazione, dei disturbi comportamentali come l’aggressività, ma anche delle psicosi e della depressione che si verificano nella maggior parte dei pazienti.

Oltre al trattamento farmacologico, insostituibile, vi sono due forme di intervento non farmacologico alla portata di tutte le persone direttamente coinvolte nella gestione di un paziente affetto dalla malattia di Alzheimer: la somministrazione di ginkgo biloba e il cosiddetto orientamento alla realtà.

L’efficacia del ginkgo biloba è stata dimostrata da alcuni studi controllati condotti su numerosi pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer, riscontrando un reale miglioramento, sempre nei limiti del possibile, delle funzioni cognitive (attenzione, memoria, ecc…). Inoltre, il gingko biloba è ben tollerato dai pazienti.

L’orientamento alla realtà è un’altra tipologia di intervento in grado di apportare un limitato ma significativo miglioramento sia delle funzioni cognitive sia del comportamento. Si realizza, ad esempio, attraverso la presentazione al paziente di informazioni relative alla realtà spazio-temporale in essere in quel momento, come l’utilizzo di orologi e calendari di grosse dimensioni, incoraggiando il paziente ad intraprendere semplici attività di facile esecuzione, presentandosi continuamente anche utilizzando delle targhette con il nome, ecc…

Non è stato ancora chiarito se l’indurre una persona affetta da malattia di Alzheimer a parlare di eventi del passato (terapia di reminescenza) possa essere di qualche giovamento.

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